«Le scene della nostra vita sono come rozzi mosaici. Guardate da vicino non producono nessun effetto, non ci si può vedere niente di
bello finché non si guardano da lontano.» Arthur Schopenhauer
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31.1.13

IL MOSAICO CONTEMPORANEO CON SONIA KING

Il suo mosaico entra in comunicazione con la tua anima e ti avvolge in una spirale dove lo spazio e il tempo si annullano: la percezione della materia si amplifica, lo spazio occupato si dilata, ogni tassello cerca di attirare la tua attenzione per poterti narrare... e la magia di questa arte ti appare nella sua magnificenza. L'arte di Sonia King ha ricevuto e continua a ricevere riconoscimenti e premi a livello nazionale ed internazionale E' un membro fondatore ed ex presidente della Society of American Artists Mosaic ed è Vice Presidente dell'Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei (AIMC) a Ravenna. "L'interazione costante tra stimoli intellettuali e l piacere tattile di plasmare ogni pezzo e poi collocarlo, mi tiene in studio per ore. Non ho il senso del tempo che passa. Si tratta di me stessa e della mia capacità (o incapacità) di padroneggiare i materiali e creare un lavoro che catturi un qualcosa di inafferrabile." "Io lavoro con materiali naturali (marmo, vetro, smalti, minerali, oro, materiali riciclati, conchiglie, oggetti trovati e altro ancora) utilizzando l'andamento delle tessere e degli interstizi creo paesaggi che sono familiari e irreali, positivi e negativi, complessi e sereni."  "Il lavoro è difficile: come una lotta per dare ad ogni pezzo il suo diritto di essere protagonista e nello stesso tempo dover gestire il suo rapporto con il pezzo successivo e con quello precedente, tutto il tempo a considerare l'opera nel suo complesso."  "E' un lavoro avvincente e impegnativo e non vorrei fare altro" Sonia King.

Per approfondire la sua conoscenza: http://www.mosaicworks.com/




http://www.ideeinmosaico.com/

6.8.12

I libri incantati di Su Blackwell

“A meno che il loro uso da parte dei lettori non li porti in vita, i libri sono davvero cose morte”. Sono le parole di Lawrence Clark Powell, bibliotecario e autore di oltre 100 libri.

Su Blackwell crea teatri di carta. Castelli, boschi e palazzi che nascono dalle pagine di vecchi libri e che fanno da sfondo alle storie che quest’artista londinese ama inscenare.
Bimbi intenti ad aprire un baule o a parlare con gli animali del bosco e ancora, castelli desolati, illuminati da una pallida luna, sono i protagonisti di racconti delicati ed effimeri come la materia di cui sono fatti. Rappresentano la fragilità della condizione umana, dei suoi sogni e speranze. Fragilità fatta di carta appunto.
Pagine incise, intagliate, sminuzzate, prendono vita e danno vita a magiche scenografie, regalando favole e sogni.
Con Su Blackwell, i libri anche se non letti, raccontano.






8.9.11

Veneziana, graniglia e cementine

"Le vecchie cementine e graniglia dei pavimenti mi ricordano l'adolescenza ed una villa, credo degli anni ’20, che allora visitavo spesso. Mi rifugiavo nelle sue stanze ombrose per disegnare, circondata dal silenzio quasi palpabile; le persiane della porta-finestra filtravano la luce e le davano una morbidezza accentuata dalla finissima polvere che vi galleggiava". 

Polvere, sabbia, ghiaia ed altri materiali poveri o pregiati possono essere trasformati in cementine, graniglia o pavimenti alla veneziana e combinati con infinite possibilità ornamentali e cromatiche.
L’effetto e molto elegante, ma senza ostentazione;
una discreta interpretazione del mosaico.



I materiali che vengono usati per comporlo sono frammenti di pietre e marmi toscani, liguri o veneti. Per posarlo si usa un letto colorato con le terre per completare il desiderato effetto cromatico. Seguendo un disegno eseguito a mano libera o a spolvero, viene tracciato il bordo dei riempimenti.
Infine si compongono le pietre, il pavimento viene levigato e lucidato con olio di lino.
Uno degli accostamenti più ricorrenti sono fascie ornamentali in bianco e nero, ma non solo: verde, giallo oro, grigio e diaspro rosso formano questi splendidi pavimenti.
Le cementine dell’inizio del ’900 divennero di grande moda anche per l’indiscutibile innovazione che portarono.