Il termine mosaico è di origine incerta: alcuni lo fanno derivare dal greco µουσαικόν (musaikòn), "opera paziente degna delle Muse"; in latino veniva chiamato opus musivum, cioè "opera delle Muse".
«Le scene della nostra vita sono come rozzi mosaici. Guardate da vicino non producono nessun effetto, non ci si può vedere niente di
bello finché non si guardano da lontano.» Arthur Schopenhauer
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14.11.13
15.4.13
31.1.13
IL MOSAICO CONTEMPORANEO CON SONIA KING
Per approfondire la sua conoscenza: http://www.mosaicworks.com/
http://www.ideeinmosaico.com/
31.10.12
Antica Roma: spiriti malvagi dei defunti
Mosaico di epoca romana con teschio. Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Nel mondo spirituale dell’antica Roma, accanto a divinità di ogni genere, si aggiravano anche entità nefaste: gli spiriti malvagi dei defunti, noti come Larvae e Lemures.
Larvae
Presso la religione romana, le Larvae o Maniae erano gli spiriti dei defunti che furono malvagi durante la vita. Anche da morti tormentano sia i vivi sia i morti opponendosi ai Lari (Lares), spiriti benigni.Il loro aspetto era terrificante, simili a scheletri (nudis ossibus) e a demoni scarnificati; era loro costume accendere la follia nei vivi che potevano allontanarli solamente con espiazioni e lustrazioni (1).
Lemures
Altro profilo mostruoso delle anime dei defunti era quello dei Lemures, spettri spaventosi che tornavano nei luoghi in cui vissero in passato.Antropologicamente rappresentano l’aspetto più ancestrale del culto dei morti e della purificazione della casa. Per scongiurare l’arrivo dei Lemuri infatti ogni 9, 11 e 13 maggio si celebravano i Lemuria: verso mezzanotte, a piedi nudi, il pater familias o il capo domestico si lavava tre volte le mani e metteva in bocca una fava nera, per nove volte, sputandola poi dietro di sé in direzione dell’uscio ma senza guardarlo. Doveva poi recitare la frase “con queste fave io riscatto me e i miei” con la credenza che i Lemuri le raccogliessero. Dopo un’altra lustrazione delle mani diceva “Manes exìte paterni!” (Ombre dei miei antenati, andatevene!). I Lemuri erano così placati per un anno (2).
Mosaico romano con larva convivialis dalla Villa dei Quintili. Roma, Museo Nazional Romano
Mosaico romano con scheletro con askoi (da www.beniculturali.it)
Note
- (1) PLAUTO, Anfitrione 2, 2, 154; SENECA, Epistole a Lucilio, 24.
- (2) OVIDIO, Fasti V, 419-483
7.7.12
MEDUSA
Medusa
Copia emblema mosaico
complesso termale della Villa Romana di Capo Boeo – Marsala
tecnica
diretta, tessere: marmo, ceramica e cotto. 20x20 handmade Rossella
Medusa era una delle tre Gorgoni, mostri alati ed
orribili.
Due
di esse, Steno,
la violenta ed Euriale,
l'errante, erano immortali; la terza Medusa,
la dominante, era mortale ma la più spaventosa delle sorelle: invece di
capelli, aveva serpenti e lo sguardo micidiale mutava in pietra chiunque
guardasse i suoi occhi
di fiamma.
Molto
usata nell'iconologia romana, sia pubblica che privata.
Di
derivazione greca, decapitata da Perseo aiutato da Athena, la pose sull'egida. Quando Atena scuoteva lo scudo
con la terribile testa di Medusa dai capelli di serpi, i nemici fuggivano
terrorizzati. Questo spiega il simbolo apotropaico di Medusa che tiene lontano le persone ostili dalle proprietà e dai luoghi di culto.
28.1.12
21.10.11
21.7.11
TESSERA MOSAICO ....
“Guarda, mamma!”
Mia figlia corre verso di me consegnandomi tra le mani un sassolino nero trovato sulla battigia dove stava giocando con palette e secchielli. Non sembra un sasso qualsiasi, è nero e sagomato, assomiglia tanto ad una tessera di mosaico. Poi mi dice che di sassi come quello se ne trovano tanti lungo la riva e a quest’ora in cui il sole si abbassa all’orizzonte e le ombre iniziano ad allungarsi, pensiamo di fare una passeggiata alla ricerca di altri sassolini…
Costeggiamo la scogliera e proseguiamo lungo un tratto più agevole, in piano, camminando ora sull’acqua ora tra i ciotoli e la sabbia, chinandoci di tanto in tanto per raccogliere qualche sassolino. Verifichiamo insieme la misura e la forma e li confrontiamo con la nostra “tessera di mosaico” trattenendo nel secchiello solo quelli che effettivamente sembrano più simili…e ce ne sono! Prese dall’entusiasmo, decidiamo di considerarli a tutti gli effetti tessere di mosaico.
“Ma cosa sono i mosaici, mamma?”
Le racconto allora di quelli pavimentati nel salone d’ingresso del Museo Borghese di Roma o di quelli mestosi di S. Apollinare in Classe a Ravenna, entrambi scoperti grazie alle gite organizzate dalla scuola.
E le descrivo quegli ambienti fastosi, ricchi di marmi e statue e dipinti che è difficile non rimanerne colpiti e disorientati. E di come durante la visita guidata mi guradavo intorno spaesata e sorpresa da tanta magnificenza e che, per non cedere alla vertigine, mi sedevo a terra per guardare meglio quei quadri immensi, composti da tanti minuscoli pezzettini colorati. Li guardavo e li volevo toccare sapendo di non poterlo fare e allora mi concentravo sulle tessere, tutte di diversa misura e colore, quelle piccole utilizzate per disegnare i particolari, il volto, le mani, per ottenere sfumature…e quelle più grandi per lo sfondo.
... rimane accovacciata ad ascoltare le mie descrizioni e ad osservare per diverso tempo i suoi sassolini…da come è assorta capisco che non si alzerebbe più e realizzo, solo in quel momento, che pur avendo passeggiato tantissime volte in su e in giù per quel tratto di spiaggia, non avevo mai veramente considerato i sassolini come possibili tessere di un mosaico.
Poi un giorno te ne ritrovi in mano uno, lo osservi e ti chiedi se anche gli altri lo vedono come lo vedi tu…e ti accorgi di sì! Quel tassello ha trovato il suo posto ed ora non lo lascia più. Da oggi anche lei ha cominciato la sua personale osservazione. Conserva in una scatola tutti quei sassolini levigati…e cerca tracce di mosaico dappertutto.
30.6.11
MOSAICI E PAROLE
La morte non è nel non potere più comunicare, ma nel non potere più essere compresi.
'a vita è tosta e nisciun' t'aiuta. O meglio c'sta chi t'aiuta, ma una volta sola.. pè putè di':
"T'aggio aiutato".
Eduardo De Filippo
La vita è quello che ti capita mentre stai facendo altri progetti
Se avessi rispettato tutte le regole, non sarei arrivata da nessuna parte.
Pier Paolo Pasolini
'a vita è tosta e nisciun' t'aiuta. O meglio c'sta chi t'aiuta, ma una volta sola.. pè putè di':
"T'aggio aiutato".
Eduardo De Filippo
La vita è quello che ti capita mentre stai facendo altri progetti
John Lennon
Marilyn Monroe
13.6.11
BIJOUX MOSAICO
![]() |
| cuore murrine, mosaico vetro e piccoli elementi silver |
Tutorial
Materiale occorrente: basi per anelli o ciondoli, carta da lucido, matita, tenaglie per vetro e per mosaico, tessere vetro, marmo, ceramica, murrine, piccoli elementi in metallo, pinzette, spatola per stucco piccola, colla al silicone, riempitivo per fughe sottile a grana piccola (acquistabile presso i negozi di edilizia o di fai da te), colla per gioielli, colori acrilici o pigmenti per cemento, spugna, panno per lucidare, aceto.
Materiale occorrente: basi per anelli o ciondoli, carta da lucido, matita, tenaglie per vetro e per mosaico, tessere vetro, marmo, ceramica, murrine, piccoli elementi in metallo, pinzette, spatola per stucco piccola, colla al silicone, riempitivo per fughe sottile a grana piccola (acquistabile presso i negozi di edilizia o di fai da te), colla per gioielli, colori acrilici o pigmenti per cemento, spugna, panno per lucidare, aceto.
Per realizzare un progetto a mosaico, occorre innanzitutto riportare il motivo dal cartamodello su carta da lucido e comporlo con le tessere, con l’aiuto delle pinzette. Creata la base, spennellate con la colla la parte interessata, utilizzando una spatola piccola. Lo strato deve essere, però, sottile ma omogeneo. Mentre il mosaico asciuga per qualche ora, prendete una quantità limitata di acqua e impastate il riempitivo per fughe.Per far questo, preferite un contenitore piccolo, come ad esempio un bicchierino di yogurt. Scegliete, quindi, il colore che più vi piace e aggiungetelo al riempitivo, in modo da dare una nuova sfumatura cromatica. Anche in questo caso, non esagerate e fate attenzione a miscelare bene le dosi. Controllate, quindi, che tutte le tessere siano ben incollate ed, eventualmente, fissatele di nuovo con altra colla. Utilizzate, adesso, la spatolina e coprite il vostro mosaico con il riempitivo e colmate bene le fughe. Con una spugna umida rimuovete il riempitivo in eccesso e dopo dodici ore circa, lucidate il tutto con un panno imbevuto di aceto. Il procedimento può essere utilizzato non solo per i gioielli, ma per qualunque accessorio che volete ricoprire con le tessere a mosaico.
anello quadrato: anello con base quadrata da 1,9 x 1,9 cm, mini tessere vetro nei colori giallo, verde, turchese, marrone chiaro, rosa, ocra, madreperla e fuga beige chiaro.
3.6.11
25.5.11
XI Mostra Mosaico
Dal 24 AL 29 maggio, nello splendido Chiostro dellla basilica di San Lorenzo fuori le mura,
XI Mostra Mosaico.
XI Mostra Mosaico.
Orario 9.30 -18.30 ingresso libero.
29.3.11
TESSERA MOSAICO ROMANO
Condivido con voi questo articolo che ho trovato molto interessante e carino, vi confesso che anch'io nelle mie passeggiate nei giardini di Roma ho spesso trovato piccoli frammenti antichi e tessere confusi tra il terriccio e la ghiaia.
http://rumentaio.blogspot.com
http://rumentaio.blogspot.com
Piccola tessera di pietra nera (probabilmente ardesia) appartenente ad una pavimentazione di epoca romana.
28.3.11
25.3.11
IL GATTO NEL MOSAICO ANTICO
I Romani tenevano gatti in casa?
A giudicare da questo mosaico pompeiano sembrerebbe di sì.
Nel "gatto che ghermisce un pollo", dalla Casa del Fauno a Pompei ora al Museo Archeologico di Napoli, vennero utilizzati smalti per arricchire la scala cromatica: questo mosaico è uno dei cosiddetti xenia, "doni ospitali", ovvero piccoli quadri rappresentanti frutta, verdura, pollame, cacciagione, che si usavano offrire gli ospiti.
A giudicare da questo mosaico pompeiano sembrerebbe di sì.
Nel "gatto che ghermisce un pollo", dalla Casa del Fauno a Pompei ora al Museo Archeologico di Napoli, vennero utilizzati smalti per arricchire la scala cromatica: questo mosaico è uno dei cosiddetti xenia, "doni ospitali", ovvero piccoli quadri rappresentanti frutta, verdura, pollame, cacciagione, che si usavano offrire gli ospiti.
Da Pompei proviene anche un altro mosaico gattesco ( potrebbe anche trattarsi di una lince)
Sarà vero che i legionari romani trafugavano gatti dall’Egitto? Sarà vero che a Pompei non sono mai state trovate ossa di gatto? Sarà vero che i gatti siano fuggiti prima dell’eruzione?
Esistono altre due copie romane di questa "Natura morta con gatto"
![]() | ||||
| Palazzo Massimo - Roma |
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| Musei Vaticani - Roma |
La mia riproduzione
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| handmade Rossella, metodo diretto Riproduzione scuola di Spilimbergo ...infine il misterioso gatto della cattedrale di Otranto... |
| Mosaico di Otranto |
Si sa che il gatto sin dal tempo degli antichi egizi è un animale cui si attribuivano proprietà magiche. Niente di strano se il monaco Pantaleone l'abbia inserito nel suo grandioso mosaico, magari ispirandosi a qualche racconto che circolava nel Salento.
Il gatto calzato (solo alle due zampe di sinistra) altro non sarebbe che un antenato del "Gatto con gli stivali", la celebre fiaba di Charles Perrault del 1695.
21.3.11
18.3.11
7.3.11
LE DOMUS ROMANE DI PALAZZO VALENTINI
Domus Romane
Gli scavi archeologici nel sottosuolo di Palazzo Valentini diventano, dal 16 ottobre 2010, un’esposizione permanente, che va ad arricchire il patrimonio storico artistico di Roma con la nuova area archeologica delle Domus Romane.
Gli scavi archeologici nel sottosuolo di Palazzo Valentini diventano, dal 16 ottobre 2010, un’esposizione permanente, che va ad arricchire il patrimonio storico artistico di Roma con la nuova area archeologica delle Domus Romane.
l’opera di riqualificazione, ricerca emusealizzazione portata avanti in questi anni con un progetto interamente curato da storici dell’arte, archeologi e architetti, tutti appartenenti all’amministrazione Provinciale, ha dato risultati di eccezionale rilevanza, per l’importanza rivestita in età romana da quest’area e perché le scoperte consentono di ricostruire un importante tassello della topografia antica e medioevale della città di Roma.
15.2.11
10.1.11
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