«Le scene della nostra vita sono come rozzi mosaici. Guardate da vicino non producono nessun effetto, non ci si può vedere niente di
bello finché non si guardano da lontano.» Arthur Schopenhauer
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7.12.13

I Presepi San Gregorio Armeno

L'otto dicembre, festa dell'Immacolata, i napoletani accorrono a San Gregorio Armeno, la strada dei presepi, per il consueto "struscio" e per acquistare nuovi pastori per il presepe di casa. L'arte presepiale rappresenta uno degli aspetti positivi di Napoli, in quanto allegoria della vita della città; e può essere considerata anch'essa "l'oro di Napoli".

Omaggio a Giuseppe Ferrigno

31.1.13

IL MOSAICO CONTEMPORANEO CON SONIA KING

Il suo mosaico entra in comunicazione con la tua anima e ti avvolge in una spirale dove lo spazio e il tempo si annullano: la percezione della materia si amplifica, lo spazio occupato si dilata, ogni tassello cerca di attirare la tua attenzione per poterti narrare... e la magia di questa arte ti appare nella sua magnificenza. L'arte di Sonia King ha ricevuto e continua a ricevere riconoscimenti e premi a livello nazionale ed internazionale E' un membro fondatore ed ex presidente della Society of American Artists Mosaic ed è Vice Presidente dell'Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei (AIMC) a Ravenna. "L'interazione costante tra stimoli intellettuali e l piacere tattile di plasmare ogni pezzo e poi collocarlo, mi tiene in studio per ore. Non ho il senso del tempo che passa. Si tratta di me stessa e della mia capacità (o incapacità) di padroneggiare i materiali e creare un lavoro che catturi un qualcosa di inafferrabile." "Io lavoro con materiali naturali (marmo, vetro, smalti, minerali, oro, materiali riciclati, conchiglie, oggetti trovati e altro ancora) utilizzando l'andamento delle tessere e degli interstizi creo paesaggi che sono familiari e irreali, positivi e negativi, complessi e sereni."  "Il lavoro è difficile: come una lotta per dare ad ogni pezzo il suo diritto di essere protagonista e nello stesso tempo dover gestire il suo rapporto con il pezzo successivo e con quello precedente, tutto il tempo a considerare l'opera nel suo complesso."  "E' un lavoro avvincente e impegnativo e non vorrei fare altro" Sonia King.

Per approfondire la sua conoscenza: http://www.mosaicworks.com/




http://www.ideeinmosaico.com/

3.9.12

Trasporto macchina di Santa Rosa





Il trasporto della Macchina di Santa Rosa è la festa viterbese per antonomasia, dedicata alla patrona Santa Rosa,vissuta nel XIII secolo,la cui memoria è rievocata dai viterbesi attraverso una manifestazione unica al mondo, esaltante, quasi indescrivibile per la sua bellezza, spettacolarità ed emozione.
La Macchina di Santa Rosa a Viterbo
La macchina di Santa Rosa consiste in una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, realizzata con una infrastruttura interna in metallo e materiali moderni quali ad esempio la vetroresina, alta circa trenta metri e pesante cinque tonnellate, che la sera del 3 settembre di ogni anno viene sollevata e portata a spalla da un centinaio di robusti uomini detti "Facchini" lungo un percorso di poco più di un chilometro,lungo le vie,talvolta molto strette, e le piazze del centro cittadino, tra ali di folla in delirio con l'animo sospeso tra emozione, gioia e anche un certo timore.
il trasporto della Macchina di Santa Rosa - Viterbo 3 Settembre
Ma ogni descrizione riportata sulla carta o in video è pressoché inutile in quanto nulla può rendere l'idea se non assistere dal vivo al trasporto della Macchina di Santa Rosa,sempre capace di suscitare sensazioni nuove seppur nella ripetitività dell'evento che si compie ogni anno.
Le origini della Macchina risalgono agli anni successivi al 1258, quando, per ricordare la traslazione del corpo di S. Rosa dalla Chiesa di S. Maria in Poggio al Santuario a lei dedicato, avvenuta il 4 settembre per volere del papa Alessandro IV, si volle ripetere quella processione trasportando un'immagine o una statua della Santa illuminata su un baldacchino, che assunse nei secoli dimensioni sempre più colossali. Il modello attuale è nuovo (dal 2009) e si chiama "Fiore del Cielo".

La Macchina di Santa Rosa parte da Piazza S.Sisto (appena dentro le mura entrando da Porta Romana) in Viterbo alle ore 21,00 del 3 settembre 2012.
La prima sosta viene fatta a Piazza Fontana Grande.

La seconda sosta invece avviene in piazza del Plebiscito davanti al Palazzo Comunale e alla Prefettura. Prima di porla su appositi sostegni i facchini fanno compiere alla Macchina di Santa Rosa un giro su se stessa in segno di riverenza verso la Santa e di saluto agli ospiti che assistono al trasporto. Da qualche anno a questa parte la cosiddetta "girata" che si compie a Piazza del Plebiscito viene dedicata a qualche personalità cara alla storia del trasporto e comunque decise dal sodalizio dei facchini di Santa Rosa.

La terza sosta si svolge a Piazza delle Erbe a circa a metà percorso.

La quarta sosta è prevista in prossimità della Chiesa del Suffragio prima di affrontare la parte più angusta e stretta di Corso Italia.

La quinta e ultima sosta viene fatta a Piazza Verdi e prelude all'ultimo tratto in forte salita che i Facchini compiono di corsa con l'ausilio di altri facchini che tirano la Macchina con delle corde. E' questo il momento più emozionante del percorso per il dislivello della via che giunge al Santuario. La Macchina viene poi definitivamente poggiata sui cavalletti nella piazza antistante il santuario e lì rimane alcuni giorni.


 http://www.infoviterbo.it/macchina-di-santa-rosa.html

6.8.12

I libri incantati di Su Blackwell

“A meno che il loro uso da parte dei lettori non li porti in vita, i libri sono davvero cose morte”. Sono le parole di Lawrence Clark Powell, bibliotecario e autore di oltre 100 libri.

Su Blackwell crea teatri di carta. Castelli, boschi e palazzi che nascono dalle pagine di vecchi libri e che fanno da sfondo alle storie che quest’artista londinese ama inscenare.
Bimbi intenti ad aprire un baule o a parlare con gli animali del bosco e ancora, castelli desolati, illuminati da una pallida luna, sono i protagonisti di racconti delicati ed effimeri come la materia di cui sono fatti. Rappresentano la fragilità della condizione umana, dei suoi sogni e speranze. Fragilità fatta di carta appunto.
Pagine incise, intagliate, sminuzzate, prendono vita e danno vita a magiche scenografie, regalando favole e sogni.
Con Su Blackwell, i libri anche se non letti, raccontano.






24.3.12

Il museo dei pensieri

Il museo dei pensieri raccoglie oggetti mentali intercettati per le vie della città. Ogni città ha il suo museo dei pensieri, Roma in particolare ne vanta uno tra i più ricchi del mondo. In una città stratificata da varie epoche sovrapposte i pensieri sono naturalmente molto più presenti. Si accoppiano tra loro e ne creano continuamente di nuovi che riaffiorano in superficie in maniera insospettabile.
Il museo dei pensieri ha un infinito numero di sale, non ha un preciso indirizzo, nemmeno un luogo fisico definito in cui sono esposti i suo reperti. Il museo dei pensieri è ovunque si depositino oggetti mentali.  
Gli oggetti mentali, per loro fisiologica costituzione, non sono “oggettivamente” definibili, ma mutano continuamente a seconda di chi li osservi. 
Ancora di più ogni singolo osservatore li vedrà diversamente a seconda del suo stato d’animo, del suo umore, del suo livello di felicità o disperazione della sua momentanea disposizione alla leggerezza.
Si tenga inoltre ben presente che il visitatore del museo dei pensieri ha una grande responsabilità, ogni oggetto  mentale nel corso della sua visita infatti muterà radicalmente rispetto a ciò che era durante il passaggio di altri visitatori. Se ne deduce che chiunque visiti il museo dei pensieri è allo stesso tempo osservatore e artefice dell’oggetto mentale esposto.

8.12.11

TRICOLORE LUMINOSO

L'8 dicembre si sono accese le luminarie natalizie a Roma
 
con l’arrivo del buio è apparsa la magia delle luci ...

... si sono accese luci tricolori di sugli alberi di Natale a Piazza Venezia e al Colosseo, ma le luci più emozionanti si sono accese in Via del Corso...

... una bandiera luminosa lunga 1,6 km in onore dei 150 anni dell'Unità d'Italia:
... un tricolore scintillante che da giovedì illumina il centro di Roma, sospeso su tutta Via del Corso da Piazza Venezia a Piazza del Popolo ... uno spettacolo mai visto!

http://fotobarbare.eklablog.com/

11.10.11

LOST IN LA TUSCIA

Il progetto “La Tuscia Farnese” si propone di evidenziare, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative per la digitalizzazione e fruizione dei beni culturali, il ruolo centrale che la famiglia Farnese ha volto nello sviluppo del territorio fino alla sua attuale identità.
Fulcro del progetto è l’allestimento multimediale di un percorso di visita al Palazzo Farnese di Caprarola, centro di interesse e sede di eventi che hanno segnato la vita e condizionato la storia del periodo Farnese e dell’Alto Lazio.
Le stanze dei sotterranei, oggi vuote, prenderanno vita, diventando di volta in volta luoghi cui appartengono le tracce della storia e della memoria, attraverso l’utilizzo di sistemi di proiezione immersiva e olografica.
La facciata del palazzo sarà palcoscenico per un evento serale che, sfruttando innovative tecnologie di multivisione a registro e proiezione scenografica, contribuirà ad avvicinare l’utenza del turismo culturale e del cittadino a questa importante sede della storia Farnese.
Il progetto prevede un’importante attività di raccolta e digitalizzazione di documentazione da diverse fonti: acquisizione di disegni originali e volumi antichi, campagne fotografiche sul territorio di riferimento, creazione di oggetti multimediali come percorsi virtuali, timeline interattive, ricostruzioni tridimensionali e immagini gigapixel, che permetteranno di conoscere il territorio e le sue peculiarità anche attraverso l’utilizzo di un portale tematico.
Sarà possibile accedere a documenti manoscritti che, per valore e delicatezza, non sarebbero altrimenti raggiungibili, persino dagli studiosi. La documentazione e i percorsi tematici saranno raggiungibili anche attraverso applicazioni mobile, un modo per valorizzare ulteriormente nel panorama culturale un territorio come l’Alto Lazio, ricco di storia, di arte e di memoria.



1.10.11

L'ARTE E' UNA FARFALLA....


L'arte è una farfalla senza eredi e capricciosa, si posa dove e quando vuole lei.
Goffredo Parise