Il termine mosaico è di origine incerta: alcuni lo fanno derivare dal greco µουσαικόν (musaikòn), "opera paziente degna delle Muse"; in latino veniva chiamato opus musivum, cioè "opera delle Muse".
«Le scene della nostra vita sono come rozzi mosaici. Guardate da vicino non producono nessun effetto, non ci si può vedere niente di
bello finché non si guardano da lontano.» Arthur Schopenhauer
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7.12.13
I Presepi San Gregorio Armeno
L'otto dicembre, festa dell'Immacolata, i napoletani accorrono a San Gregorio Armeno, la strada dei presepi, per il consueto "struscio" e per acquistare nuovi pastori per il presepe di casa. L'arte presepiale rappresenta uno degli aspetti positivi di Napoli, in quanto allegoria della vita della città; e può essere considerata anch'essa "l'oro di Napoli".
14.11.13
15.4.13
31.3.13
1.3.13
13.2.13
31.1.13
IL MOSAICO CONTEMPORANEO CON SONIA KING
Per approfondire la sua conoscenza: http://www.mosaicworks.com/
http://www.ideeinmosaico.com/
10.1.13
2.12.12
10.11.12
3.9.12
Trasporto macchina di Santa Rosa
Il trasporto della Macchina di Santa Rosa è la festa viterbese per antonomasia, dedicata alla patrona Santa Rosa,vissuta nel XIII secolo,la cui memoria è rievocata dai viterbesi attraverso una manifestazione unica al mondo, esaltante, quasi indescrivibile per la sua bellezza, spettacolarità ed emozione.
La macchina di Santa Rosa consiste in una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, realizzata con una infrastruttura interna in metallo e materiali moderni quali ad esempio la vetroresina, alta circa trenta metri e pesante cinque tonnellate, che la sera del 3 settembre di ogni anno viene sollevata e portata a spalla da un centinaio di robusti uomini detti "Facchini" lungo un percorso di poco più di un chilometro,lungo le vie,talvolta molto strette, e le piazze del centro cittadino, tra ali di folla in delirio con l'animo sospeso tra emozione, gioia e anche un certo timore.
Ma ogni descrizione riportata sulla carta o in video è pressoché inutile in quanto nulla può rendere l'idea se non assistere dal vivo al trasporto della Macchina di Santa Rosa,sempre capace di suscitare sensazioni nuove seppur nella ripetitività dell'evento che si compie ogni anno.
Le origini della Macchina risalgono agli anni successivi al 1258,
quando, per ricordare la traslazione del corpo di S. Rosa dalla Chiesa
di S. Maria in Poggio al Santuario a lei dedicato, avvenuta il 4
settembre per volere del papa Alessandro IV, si volle ripetere quella
processione trasportando un'immagine o una statua della Santa illuminata
su un baldacchino, che assunse nei secoli dimensioni sempre più colossali. Il modello attuale è nuovo (dal 2009) e si chiama "Fiore del Cielo".
La Macchina di Santa Rosa parte da Piazza S.Sisto (appena dentro le mura entrando da Porta Romana) in Viterbo alle ore 21,00 del 3 settembre 2012.
La prima sosta viene fatta a Piazza Fontana Grande.
La seconda sosta invece avviene in piazza del Plebiscito davanti al Palazzo Comunale e alla Prefettura. Prima di porla su appositi sostegni i facchini fanno compiere alla Macchina di Santa Rosa un giro su se stessa in segno di riverenza verso la Santa e di saluto agli ospiti che assistono al trasporto. Da qualche anno a questa parte la cosiddetta "girata" che si compie a Piazza del Plebiscito viene dedicata a qualche personalità cara alla storia del trasporto e comunque decise dal sodalizio dei facchini di Santa Rosa.
La terza sosta si svolge a Piazza delle Erbe a circa a metà percorso.
La quarta sosta è prevista in prossimità della Chiesa del Suffragio prima di affrontare la parte più angusta e stretta di Corso Italia.
La quinta e ultima sosta viene fatta a Piazza Verdi e prelude all'ultimo tratto in forte salita che i Facchini compiono di corsa con l'ausilio di altri facchini che tirano la Macchina con delle corde. E' questo il momento più emozionante del percorso per il dislivello della via che giunge al Santuario. La Macchina viene poi definitivamente poggiata sui cavalletti nella piazza antistante il santuario e lì rimane alcuni giorni.
http://www.infoviterbo.it/macchina-di-santa-rosa.html
6.8.12
I libri incantati di Su Blackwell
“A meno che il loro uso da parte dei lettori non li porti in vita, i libri sono davvero cose morte”. Sono le parole di Lawrence Clark Powell, bibliotecario e autore di oltre 100 libri.
Su Blackwell crea teatri di carta. Castelli, boschi e
palazzi che nascono dalle pagine di vecchi libri e che fanno da sfondo
alle storie che quest’artista londinese ama inscenare.
Bimbi intenti ad aprire un baule o a parlare con gli animali del
bosco e ancora, castelli desolati, illuminati da una pallida luna, sono i
protagonisti di racconti delicati ed effimeri come la materia di cui
sono fatti. Rappresentano la fragilità della condizione umana, dei suoi
sogni e speranze. Fragilità fatta di carta appunto.
Pagine incise, intagliate, sminuzzate, prendono vita e danno vita a magiche scenografie, regalando favole e sogni.
Con Su Blackwell, i libri anche se non letti, raccontano.
24.3.12
Il museo dei pensieri
Il museo dei pensieri raccoglie oggetti mentali intercettati per le vie della città. Ogni città ha il suo museo dei pensieri, Roma in particolare ne vanta uno tra i più ricchi del mondo. In una città stratificata da varie epoche sovrapposte i pensieri sono naturalmente molto più presenti. Si accoppiano tra loro e ne creano continuamente di nuovi che riaffiorano in superficie in maniera insospettabile.
Il museo dei pensieri ha un infinito numero di sale, non ha un preciso indirizzo, nemmeno un luogo fisico definito in cui sono esposti i suo reperti. Il museo dei pensieri è ovunque si depositino oggetti mentali.
Gli oggetti mentali, per loro fisiologica costituzione, non sono “oggettivamente” definibili, ma mutano continuamente a seconda di chi li osservi.
Ancora di più ogni singolo osservatore li vedrà diversamente a seconda del suo stato d’animo, del suo umore, del suo livello di felicità o disperazione della sua momentanea disposizione alla leggerezza.
Si tenga inoltre ben presente che il visitatore del museo dei pensieri ha una grande responsabilità, ogni oggetto mentale nel corso della sua visita infatti muterà radicalmente rispetto a ciò che era durante il passaggio di altri visitatori. Se ne deduce che chiunque visiti il museo dei pensieri è allo stesso tempo osservatore e artefice dell’oggetto mentale esposto.
28.1.12
20.12.11
8.12.11
TRICOLORE LUMINOSO
L'8 dicembre si sono accese le luminarie natalizie a Roma
... un tricolore scintillante che da giovedì illumina il centro di Roma, sospeso su tutta Via del Corso da Piazza Venezia a Piazza del Popolo ... uno spettacolo mai visto!
http://fotobarbare.eklablog.com/
con l’arrivo del buio è apparsa la magia delle luci ...
... si sono accese luci tricolori di sugli alberi di Natale a Piazza Venezia e al Colosseo, ma le luci più emozionanti si sono accese in Via del Corso...
... una bandiera luminosa lunga 1,6 km in onore dei 150 anni dell'Unità d'Italia:
http://fotobarbare.eklablog.com/
20.11.11
11.10.11
LOST IN LA TUSCIA
Il progetto “La Tuscia Farnese” si
propone di evidenziare, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative
per la digitalizzazione e fruizione dei beni culturali, il ruolo
centrale che la famiglia Farnese ha volto nello sviluppo del territorio
fino alla sua attuale identità.
Fulcro
del progetto è l’allestimento multimediale di un percorso di visita al
Palazzo Farnese di Caprarola, centro di interesse e sede di eventi che
hanno segnato la vita e condizionato la storia del periodo Farnese e
dell’Alto Lazio.
Le stanze dei
sotterranei, oggi vuote, prenderanno vita, diventando di volta in volta
luoghi cui appartengono le tracce della storia e della memoria,
attraverso l’utilizzo di sistemi di proiezione immersiva e olografica.
La
facciata del palazzo sarà palcoscenico per un evento serale che,
sfruttando innovative tecnologie di multivisione a registro e proiezione
scenografica, contribuirà ad avvicinare l’utenza del turismo culturale e
del cittadino a questa importante sede della storia Farnese.
Il
progetto prevede un’importante attività di raccolta e digitalizzazione
di documentazione da diverse fonti: acquisizione di disegni originali e
volumi antichi, campagne fotografiche sul territorio di riferimento,
creazione di oggetti multimediali come percorsi virtuali, timeline
interattive, ricostruzioni tridimensionali e immagini gigapixel, che
permetteranno di conoscere il territorio e le sue peculiarità anche
attraverso l’utilizzo di un portale tematico.
Sarà
possibile accedere a documenti manoscritti che, per valore e
delicatezza, non sarebbero altrimenti raggiungibili, persino dagli
studiosi. La documentazione e i percorsi tematici saranno raggiungibili
anche attraverso applicazioni mobile, un modo per valorizzare
ulteriormente nel panorama culturale un territorio come l’Alto Lazio,
ricco di storia, di arte e di memoria.
1.10.11
L'ARTE E' UNA FARFALLA....
L'arte è una farfalla senza eredi e capricciosa, si posa dove e quando vuole lei.
Goffredo Parise
Goffredo Parise
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